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	<title>Scirocco News &#187; Alberto Cisterna</title>
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	<description>eVENTIdelSUD - magazine online di approfondimento giornalistico, inchieste, reportage, notizie sulla Calabria e dintorni</description>
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		<title>Lezioni mai tenute all&#8217;Università Mediterranea, Cisterna prosciolto dall&#8217;accusa di truffa ma a giudizio per falso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2014 16:30:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il giudice per le udienze preliminari di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha rinviato a giudizio Alberto Cisterna, ex numero due della Direzione nazionale antimafia. Secondo l&#8217;accusa Cisterna  avrebbe aver attestato la presenza presso l&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove era &#8230; <a href="/index.php/2014/01/10/lezioni-mai-tenute-cisterna-prosciolto-dallaccusa-di-truffa-ma-a-giudizio-per-falso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il giudice per le udienze preliminari di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha rinviato a giudizio Alberto Cisterna, ex numero due della Direzione nazionale antimafia. Secondo l&#8217;accusa Cisterna  avrebbe aver attestato la presenza presso l&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove era docente di &#8220;Ordinamento Giudiziario e Forense&#8221;, per l’anno accademico 2009-2010, nonostante in alcuni periodi si trovasse lontano dalla città dello Stretto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_72924" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><a href="/wp-content/uploads/2014/01/Alberto-CisternaQ.jpg"><img class="size-full wp-image-72924" title="Alberto-CisternaQ" src="/wp-content/uploads/2014/01/Alberto-CisternaQ.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Alberto Cisterna</p></div>
<p style="text-align: justify;">Su Cisterna grava l’accusa di falso in atto pubblico, reato per il quale, sempre il giudice Trapani, ha condannato con rito abbreviato Grazia Gatto, l&#8217;ex assistente di Cisterna, alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cisterna &#8211; che è stato comunque prosciolto dall&#8217;accusa di truffa e ha sempre contestato carte alla mano le ipotesi di reato a suo carico &#8211; è accusato di essere a conoscenza delle false credenziali presentate dalla sua assistente.</p>
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		<title>Cisterna assolto dall&#8217;accusa di calunnia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 17:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Alberto Cisterna è stato assolto perché il fatto non sussiste dall&#8217;accusa di calunnia nei confronti dell&#8217;ex dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria ed attuale capo a Torino, Luigi Silipo. La sentenza è &#8230; <a href="/index.php/2013/10/04/cisterna-assolto-dallaccusa-di-calunnia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Alberto Cisterna è stato assolto perché il fatto non sussiste dall&#8217;accusa di calunnia nei confronti dell&#8217;ex dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria ed attuale capo a Torino, Luigi Silipo.<br />
La sentenza è stata emessa dal giudice per l&#8217;udienza preliminare Cinzia Barillà al termine del processo con rito abbreviato. Il pubblico ministero della Procura di Reggio Calabria, Matteo Centini, aveva chiesto la condanna di Cisterna a due anni di reclusione.</p>
<div id="attachment_69837" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><a href="/wp-content/uploads/2013/10/Alberto-CisternaQ.jpg"><img class="size-full wp-image-69837" title="Alberto-CisternaQ" src="/wp-content/uploads/2013/10/Alberto-CisternaQ.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Alberto Cisterna</p></div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta che ha portato al processo è una diretta conseguenza delle indagini scaturite dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Nino Lo Giudice, da alcuni mesi scomparso dalla località protetta. Cisterna aveva presentato un esposto contro Silipo il quale aveva redatto un&#8217;informativa sui presunti contatti tra il magistrato e Luciano Lo Giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;informativa c&#8217;erano alcuni errori che portarono Cisterna a presentare l&#8217;esposto contro il funzionario della polizia di Stato.<br />
Successivamente c&#8217;è stata l&#8217;archiviazione delle accuse nei confronti di Silipo perché le imperfezioni sarebbero state degli errori materiali nella redazione dell&#8217;atto. Successivamente la Procura della Repubblica di Reggio Calabria aveva chiesto di procedere nei confronti di Cisterna.</p>
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		<title>PENTITO SCOMPARSO/ CISTERNA: LO GIUDICE SI CONSEGNI ALLA GIUSTIZIA</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 16:30:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8221;Lo so bene: il drammatico e frenetico succedersi degli eventi imporrebbe di attendere per capire cosa stia veramente succedendo in queste ore. Una cosa, però, mi sento di doverla dire con urgenza assoluta e la dico al signor Lo Giudice &#8230; <a href="/index.php/2013/06/07/pentito-scomparso-cisterna-lo-giudice-si-consegni-alla-giustizia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8221;Lo so bene: il drammatico e frenetico succedersi degli eventi imporrebbe di attendere per capire cosa stia veramente succedendo in queste ore. Una cosa, però, mi sento di doverla dire con urgenza assoluta e la dico al signor Lo Giudice Antonino. Mi appello a lui perché ponga fine subito alla sua latitanza e si consegni alla giustizia, nelle mani esclusive del procuratore di Reggio Calabria Cafiero de Raho&#8221;. Lo afferma, in una dichiarazione, l&#8217;ex Procuratore nazionale aggiunto antimafia Alberto Cisterna.<br />
Cisterna è stato coinvolto in un&#8217;inchiesta condotta dalla Dda di Reggio Calabria sulla base delle dichiarazioni di Lo Giudice, ma il procedimento a suo carico è stato archiviato su richiesta del pm della Dda di Reggio Calabria. Prima dell&#8217;archiviazione, però, nei confronti di Cisterna, la sezione disciplinare del Csm aveva disposto il trasferimento cautelare al Tribunale di Tivoli, privandolo delle funzioni di procuratore nazionale aggiunto antimafia.<br />
Cisterna, tra l&#8217;altro, si è opposto al decreto di archiviazione chiedendo di confrontarsi in aula con Lo Giudice.<br />
Sul ricorso di Cisterna la Corte di Cassazione si pronuncerà tra poche settimane.<br />
&#8220;Tutto ciò che Lo Giudice racconta &#8211; afferma ancora Cisterna &#8211; deve essere verificato e riscontrato da un potere legittimo dello Stato. Ed è il procuratore de Raho la persona giusta perché questo avvenga. Peraltro, sono sicuro che il procuratore de Raho, in attesa di tutti i necessari chiarimenti, saprà garantire che nessuna delle persone chiamate in causa metta mano alla vicenda di collaboratore di giustizia di Lo Giudice&#8221;.<br />
&#8220;Lo Giudice &#8211; conclude Cisterna &#8211; si costituisca per evitare di compromettere i suoi destini processuali in un momento così drammatico della sua vita&#8221;.</p>
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		<title>Cisterna vince una nuova battaglia al Tar: il Csm dovrà nominarlo procuratore di Ancona</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:00:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuova battaglia a favore dell&#8217;ex Sostituto procuratore della Dna Alberto Cisterna, nel &#8216;duello&#8217; con l&#8217;ex pm di Bologna Elisabetta Melotti, per la nomina a Procuratore capo di Ancona. Il Tar del Lazio, infatti, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Antonio &#8230; <a href="/index.php/2013/05/17/cisterna-vince-una-nuova-battaglia-al-tar-il-csm-dovra-affidargli-lincarico-di-procuratore-di-ancona/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nuova battaglia a favore dell&#8217;ex Sostituto procuratore della Dna Alberto Cisterna, nel &#8216;duello&#8217; con l&#8217;ex pm di Bologna Elisabetta Melotti, per la nomina a Procuratore capo di Ancona. Il Tar del Lazio, infatti, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Antonio Lirosi ed Angelo Clarizia, ha confermando gli effetti di una sua precedente sentenza (ribadita dal Consiglio di Stato), dichiarando la nullità del conferimento dell&#8217;incarico alla Melotti. Il Csm entro 60 giorni dovrà affidare l&#8217;incarico a Cisterna.</p>
<div id="attachment_63909" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><a href="/wp-content/uploads/2013/05/Cisterna-Q.jpg"><img class="size-full wp-image-63909" title="Cisterna Q" src="/wp-content/uploads/2013/05/Cisterna-Q.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Alberto Cisterna</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tutto iniziò nel gennaio scorso, quando il Gip di Reggio Calabria archiviò il procedimento per corruzione nei confronti del magistrato, nato sulla base di dichiarazioni del boss pentito della &#8216;ndrangheta Antonino Lo Giudice. In seguito all&#8217;inchiesta, il Csm avviò un procedimento disciplinare, conclusosi nel maggio 2012 con il trasferimento del magistrato reggino al Tribunale di Tivoli (sulla vicenda pende un altro ricorso al Tar, e si è in attesa della la pronuncia della Consulta).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo però, il Tar decise che Cisterna dovesse andare ad Ancona invece di Elisabetta Melotti, ritenendo il giudizio di prevalenza attribuito a quest&#8217;ultima non giustificato. Decisione, questa, non ritenuta valida dal Csm, che, con una nuova delibera, confermò la sua preferenza per l&#8217;ex pm di Bologna alla procura marchigiana. Di lì si è arrivati a un nuovo ricorso di Cisterna, per chiedere l&#8217;esecuzione della sentenza che lo indicava come Procuratore di Ancona.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tar adesso, in sede di nuovo giudizio, ha ritenuto che il Csm abbia posto a base della nuova scelta in favore della Melotti &#8220;elementi sostanzialmente coincidenti con quelli già impiegati nella precedente decisione, magari enfatizzandoli, o accrescendone i profili di fatto, con elementi talvolta ridondanti&#8221;, e che la nuova decisione &#8220;non ha rispettato i vincoli imposti dal giudicato, indicati come essenziali per poter preferire la Melotti contro la superiorità del Cisterna, in apparenza incontrastabile&#8221;.</p>
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		<title>Cisterna shock: &#8220;Voglio essere processato per restituire onore alla mia toga. Per me quell&#8217;archiviazione è inaccettabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 18:30:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, Alberto Cisterna, chiederà al Procuratore di Reggio Calabria di &#8220;inoltrare richiesta di revoca del decreto di archiviazione emesso dal Gip&#8221; nei suoi confronti per l&#8217;accusa di corruzione successiva alle dichiarazioni del boss pentito &#8230; <a href="/index.php/2013/02/04/58689ab/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, Alberto Cisterna, chiederà al Procuratore di Reggio Calabria di &#8220;inoltrare richiesta di revoca del decreto di archiviazione emesso dal Gip&#8221; nei suoi confronti per l&#8217;accusa di corruzione successiva alle dichiarazioni del boss pentito della &#8216;ndrangheta Antonino Lo Giudice, e &#8221;di riprendere le indagini su temi che avrò cura &#8211; ha detto Cisterna &#8211; di indicare analiticamente e di chiedere il mio rinvio a giudizio innanzi al Tribunale di Reggio Calabria&#8221;.<br />
Ad annunciarlo è stato lo stesso Cisterna incontrando i giornalisti e definendo &#8220;inaccettabili&#8221; le motivazioni dell&#8217;archiviazione. In seguito all&#8217;inchiesta, il Csm ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Cisterna che si è concluso, nel maggio 2012, con il suo trasferimento dalla Dna al Tribunale di Tivoli con funzioni di giudice.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 464px"><img class="   " src="http://www.socialistiuniti.org/wp-content/uploads/2011/06/tn_cisterna-alberto.jpg" alt="" width="454" height="302" /><p class="wp-caption-text">Alberto Cisterna</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una soluzione, ha sostenuto il magistrato, pensata &#8220;dopo aver studiato la questione con i miei legali&#8221; e reputata &#8220;l&#8217;unico strumento in grado di poter giungere ad una verità quanto meno tollerabile per la mia coscienza di cittadino e di magistrato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non sono qui &#8211; ha detto Cisterna &#8211; per protestare contro pretese angherie del sistema giudiziario, perché ho una fiducia incondizionata nei giudici, né per recriminare per le condotte di qualche toga. Di ciò mi sono lamentato in denunce ed esposti inviati a vari organi ed in primo luogo alla Procura generale di Reggio. Non posso accettare i contenuti di un provvedimento che non reca alcun accettabile aderenza alla realtà dei fatti. Le oltre 500 pagine di richiesta di archiviazione, che non ho ancora ricevuto benché, mi dicono, siano finite da mesi sui tavoli del Csm e della Procura generale della Cassazione, e il decreto di archiviazione, che le richiama per intero, sono in sostanza una sentenza emessa in contumacia, un giudizio senza possibilità di appello e senza che vi sia stato alcun contraddittorio. Devo reagire a questa attività, che reputo processualmente abnorme e lesiva dei miei diritti di cittadino, praticamente a mani nude, perché l&#8217;ordinamento non poteva immaginare che l&#8217;indagato si potesse mai dolere di un&#8217;archiviazione a lui favorevole per definizione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Assumo l&#8217;impegno, in presenza di una auspicabile richiesta di rinvio a giudizio &#8211; ha aggiunto &#8211; di richiedere il giudizio immediato. Ho fiducia assoluta nei giudici di Reggio e sono sicuro che, portando innanzi a loro le scorie velenose che sono state tumulate in questo processo con l&#8217;archiviazione, sarà possibile giungere a chiarire ogni cosa. So di pagare un prezzo grande, forse enorme, ma è un gesto che devo compiere nel rispetto di me stesso e soprattutto nel rispetto dei miei familiari e dei miei amici più cari. L&#8217;unica strada che mi consente di restituire onore alla mia toga intonsa di giudice della Repubblica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">La convocazione della conferenza stampa il 2 febbraio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Solo oggi ho potuto, finalmente, leggere le 83 pagine con cui il Gip di Reggio Calabria ha archiviato, su richiesta della Procura della Repubblica, l&#8217;accusa di corruzione. Voglio dirlo subito: dopo due anni di appassionate indagini, dalle quali, ovviamente, non poteva emergere nulla contro di me, ho letto un documento di archiviazione francamente inaccettabile e che, infatti, non accetto&#8221;. A sostenerlo, in una nota, è Alberto Cisterna, ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia.</p>
<p style="text-align: justify;">Cisterna era stato indagato dalla Procura di Reggio Calabria in seguito ad alcune dichiarazioni del boss pentito della &#8216;ndrangheta Antonino Lo Giudice. Nel dicembre scorso il gip, su richiesta della stessa Procura, ha disposto l&#8217;archiviazione. In seguito all&#8217;inchiesta, il Csm ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Cisterna che si è concluso, nel maggio 2012, con il suo trasferimento dalla Dna al Tribunale di Tivoli con funzioni di giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nel tempo intercorso tra la richiesta di archiviazione avanzata dalla pubblica accusa, di cui ho appreso dai giornali, e la decisione del gip &#8211; aggiunge Cisterna &#8211; ho ripetutamente chiesto di essere messo al corrente dei contenuti della richiesta di archiviazione per potermi difendere in modo che non restasse nemmeno un&#8217;ombra sul mio operato. Ma nessuno ha voluto farmi leggere le carte formalmente e ripetutamente richieste.<br />
Sulla situazione che si è determinata, dopo due anni di riserbo scrupolosamente osservato, ho deciso di convocare una conferenza stampa per informare tutti i giornalisti che a vario titolo, negli ultimi due anni, si sono occupati del mio caso, delle iniziative che ho deciso di assumere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza stampa si svolgerà lunedì alle 15 a Reggio Calabria nel salone dei convegni dell&#8217;Associazione degli industriali.</p>
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		<title>’NDRANGHETA/ CASO REGGIO, PARLA UN PENTITO: ACCUSE A CISTERNA PILOTATE COSCHE</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 12:45:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Roberto Galullo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarebbero state pilotate dalle cosche della &#8216;ndrangheta di Reggio Calabria le accuse mosse da Nino Lo Giudice al magistrato Alberto Cisterna, ex procuratore aggiunto della Dna. Roberto Galullo, giornalista del Sole 24 Ore sul suo blog &#8220;Guardie e ladri&#8221;, propone &#8230; <a href="/index.php/2012/12/17/55718/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarebbero state pilotate dalle cosche della &#8216;ndrangheta di Reggio Calabria le accuse mosse da Nino Lo Giudice al magistrato Alberto Cisterna, ex procuratore aggiunto della Dna. Roberto Galullo, giornalista del Sole 24 Ore sul suo blog &#8220;Guardie e ladri&#8221;, propone passi sia della lettera che un collaboratore di giustizia, Massimo Napoletano, di origini pugliesi, vicino di cella di Lo Giudice, che ha raccolto sue confidenze in proposito, ha inviato allo stesso Cisterna nel gennaio 2012, ma mai giunta a destinazione, e sia del verbale di interrogatorio cui lo stesso pentito è stato sottoposto il 2 dicembre del 2011.<br />
Nella lettera scritta a Cisterna, Napoletano scrive che&#8221;Nino Lo Giudice con il quale sono stati detenuto, mi ha riferito che aveva accusato proprio Cisterna perché pilotato a questo scopo dalla &#8216;ndrangheta di Reggio Calabria. Lo Giudice mi parlo&#8217; di un attentato al portone di un magistrato e mi parlò di un bazooka che venne fatto rinvenire vicino alla Procura, appositamente per rendere più credibile la sua collaborazione&#8230;&#8221;.<br />
Nel corso dell&#8217;interrogatorio davanti a Pignatone e Lombardo, il collaboratore di giustizia pugliese chiarisce ulteriormente che durante un colloquio con Lo Giudice mentre stavano parlando della Dna &#8220;lui cominciò a tirare fuori il discorso del dottor Cisterna; disse che lui aveva fatto bene a volerlo mettere in mezzo, tra virgolette, perché si comportò sempre male, non era intervenuto quando doveva intervenire, lui dice di avere dichiarato che aveva rapporti personalmente con il dottore Cisterna e invece dice era il fratello che era, tra virgolette, dice, confidente del dottore Cisterna&#8221;. Ad una domanda del procuratore Pignatone, Napoletano dice &#8220;che era il fratello si che telefonava diciamo al dottore Cisterna. Era il suo confidente sì. Eee niente lui era diciamo parlava di diversi attentati che aveva fatto vicino al portone di un procuratore, di un lanciarazzi, un fucile, un qualcosa del genere lo aveva fatto lasciare apposta poco prima della sua collaborazione perché sapeva che doveva essere a breve arrestato ed erano certi segnali che lui voleva dichiarare e però con questo gesto voleva fare intervenire il dottore Cisterna per aiutarli. Solo che il dottore Cisterna, dice, non è sceso&#8230;diciamo a compromesso con loro&#8221;.</p>
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		<title>Il gip di Reggio Calabria accoglie la richiesta di archiviazione per Alberto Cisterna</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 13:10:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria, Barbara Bennato, ha accolto la richiesta di archiviazione per l&#8217;inchiesta nei confronti dell&#8217;ex procuratore aggiunto della Dna, Alberto Cisterna. La richiesta di archiviazione era stata avanzata nel settembre scorso dal sostituto &#8230; <a href="/index.php/2012/12/04/50336cisterna/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria, Barbara Bennato, ha accolto la richiesta di archiviazione per l&#8217;inchiesta nei confronti dell&#8217;ex procuratore aggiunto della Dna, Alberto Cisterna.<br />
La richiesta di archiviazione era stata avanzata nel settembre scorso dal sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Beatrice Ronchi. Cisterna era indagato per corruzione in atti giudiziari dopo le dichiarazioni fatte dal collaboratore di giustizia Nino Lo Giudice.<br />
L&#8217;archiviazione risale al 26 novembre scorso ma è stata diffusa stamane dal quotidiano on line Corriere della Calabria e confermata all&#8217;Ansa dal procuratore di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza.<br />
La richiesta di archiviazione era stata depositata alla segreteria dell&#8217;Ufficio del gip nel settembre scorso e si componeva di circa 500 pagine.<br />
Nella richiesta i pm avevano spiegato dettagliatamente perché non hanno creduto al boss pentito della &#8216;ndrangheta Antonino Lo Giudice, che con le sue dichiarazioni aveva portato all&#8217;apertura dell&#8217;inchiesta nei confronti di Cisterna. Lo Giudice è il pentito che si è autoaccusato di essere l&#8217;ideatore degli attentati compiuti nel 2010 ai danni dei magistrati reggini.<br />
Il pentito, in un memoriale successivo all&#8217;inizio della sua collaborazione inviato ai giudici del Tribunale del riesame di Catanzaro, aveva sostenuto di avere saputo dal fratello Luciano che Cisterna si era interessato per la scarcerazione di un altro loro fratello, Maurizio, in cambio di un &#8220;regalo&#8221;, lasciando intendere che si trattasse di soldi. Dopo queste affermazioni, Cisterna finì nel registro degli indagati ed il 17 giugno del 2011 fu interrogato, nel suo ufficio alla Dna, dall&#8217;allora procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone e dal pm della Dda reggina Beatrice Ronchi. Cisterna ha sempre negato ogni addebito, affermando che i contatti con Lo Giudice erano finalizzati alla cattura dell&#8217;allora super latitante Pasquale Condello, detto il &#8216;supremo&#8217; e che i suoi superiori erano informati di tutto.<br />
Ed ora giunge la parola fine alla vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto. Ma le dichiarazioni di Lo Giudice hanno comunque lasciato il segno su Cisterna, 52 anni, in magistratura dal 1986 ed alla Dda di Reggio Calabria fino al 2002, anno in cui è passato alla Procura nazionale antimafia.<br />
Da quelle dichiarazioni, infatti, ha preso il via un procedimento disciplinare del Csm nei confronti di Alberto Cisterna.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">la richiesta di archiviazione, il 15 settembre scorso</span></h2>
<p style="text-align: justify;">La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha chiesto al gip l&#8217;archiviazione dell&#8217;inchiesta a carico di Alberto Cisterna, indagato per corruzione in atti giudiziari. Cisterna, ex procuratore aggiunto della Dna, trasferito a Tivoli dal Csm nel maggio scorso, è stato indagato dopo le dichiarazioni del boss pentito della &#8216;ndrangheta Antonino Lo Giudice che ha parlato di presunti rapporti col fratello Luciano e del presunto interessamento per la scarcerazione di un altro fratello.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 287px"><img src="http://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2012/02/GetContent-5.jpg" alt="" width="277" height="232" /><p class="wp-caption-text">Alberto Cisterna</p></div>
<p style="text-align: justify;">La notizia, anticipata dai quotidiani on line Corriere della Calabria e da Zoomsud, è stata confermata all&#8217;ANSA dal procuratore di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza.<br />
La richiesta di archiviazione è stata depositata alla segreteria dell&#8217;Ufficio del gip il 12 settembre scorso e si compone di poco meno di 500 pagine.<br />
Cisterna era stato interrogato il 17 giugno del 2011 dall&#8217;allora procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e dal pm della Dda Beatrice Ronchi.<br />
Cisterna, che ha sempre negato ogni addebito, è stato poi sottoposto, per la stessa vicenda, a procedimento dal Csm la cui sezione disciplinare, il 17 maggio scorso, ha deciso il suo trasferimento a Tivoli nell&#8217;incarico di giudice Il trasferimento é stato disposto in via cautelare in attesa della pronuncia di merito da parte del Csm sul procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti. [18:00 15/09/12]</p>
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		<title>PROCESSO A COSCA LO GIUDICE/ BOSS: MAI RICEVUTI FAVORI DA CISTERNA</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 18:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha negato di avere mai ricevuto favori dall&#8217;ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Alberto Cisterna e ha affermato che dopo il pentimento del fratello Nino gli era stato proposto dall&#8217;ex dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria Renato Cortese &#8230; <a href="/index.php/2012/11/27/54836/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ha negato di avere mai ricevuto favori dall&#8217;ex procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Alberto Cisterna e ha affermato che dopo il pentimento del fratello Nino gli era stato proposto dall&#8217;ex dirigente della squadra mobile di Reggio Calabria Renato Cortese di diventare collaboratore di giustizia. Luciano Lo Giudice, ritenuto il capo dell&#8217;omonima cosca, ha fatto oggi dichiarazioni spontanee in videoconferenza nel processo in cui è imputato insieme a presunti affiliati alla sua cosca.<br />
Secondo quanto riferito da Lo Giudice, ci sarebbe stato un incontro a tal fine nel carcere romano di Rebibbia a cui avrebbero partecipato, oltre a Renato Cortese, anche l&#8217;allora procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e il procuratore aggiunto Michele Prestipino.<br />
&#8220;L&#8217;unica iniziativa mia &#8211; ha detto Lo Giudice &#8211; è stata quella di scrivere alla Dna di Roma per rappresentare le gravi condizioni di vita all&#8217;interno del supercarcere di Tolmezzo dove ero detenuto al 41 bis, una condizione che poteva anche indurre al suicidio&#8221;.<br />
Il fratello di Luciano Lo Giudice è Antonino, divenuto collaboratore dopo l&#8217;arresto e che si è autoaccusato, chiamando in causa anche il fratello, degli attentati a Reggio Calabria del 2010.</p>
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		<title>Alberto Cisterna: le nuove accuse contro di me sono un linciaggio studiato a tavolino</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 19:50:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Viviano]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;A pochi giorni da una decisione per me importantissima, in cui alti magistrati saranno chiamati, su mia iniziativa, a decidere della legittimità del mio operato, vengono pubblicate su un grande giornale carte coperte da segreto. Questa volta mi viene scagliata addosso &#8230; <a href="/index.php/2012/11/12/54020/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;A pochi giorni da una decisione per me importantissima, in cui alti magistrati saranno chiamati, su mia iniziativa, a decidere della legittimità del mio operato, vengono pubblicate su un grande giornale carte coperte da segreto. Questa volta mi viene scagliata addosso l&#8217;accusa di aver falsificato i registri di un corso universitario ove erano appuntate le mie lezioni. È un errore macroscopico, rimediabile in poche battute&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/2012/11/alberto_cisternaQ.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-54022" title="alberto_cisternaQ" src="/wp-content/uploads/2012/11/alberto_cisternaQ.jpg" alt="" width="273" height="273" /></a>Lo afferma, in una nota, il magistrato Alberto Cisterna in relazione ad un&#8217;inchiesta della Procura di Reggio Calabria nella quale è indagato di cui scrive oggi &#8220;La Repubblica&#8221;.<br />
Il magistrato, scrive il quotidiano, <em>&#8220;è accusato di aver truffato l&#8217;università Mediterranea dove insegnava Ordinamento giudiziario e forense e di avere denunciato, pur sapendo di compiere un falso, un ispettore di polizia&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Perché mai &#8211; aggiunge Cisterna &#8211; avrei dovuto falsificare qualcosa, visto che per quelle lezioni avevo preventivamente rinunziato a qualsiasi compenso? Era un incarico totalmente gratuito e questo esclude ovviamente ogni ipotesi di truffa che neppure la Procura ha mai ipotizzato. Ma il giornale di oggi dice il contrario. Ho difficoltà a immaginare che, questa ennesima fuga di notizie, non sia un&#8217;altra pagina del vero e proprio linciaggio che sto subendo con l&#8217;obiettivo di distruggere la mia immagine. È un danno mediatico enorme, studiato a tavolino e curato con una raffinata lucidità di cui avverto per intero la forza, posto che mai alcun processo approderà a nulla. Si è cominciato con una singolare indagine che ha consentito che venisse frugata la mia esistenza e quella dei miei famigliari negli ultimi dieci anni. Dieci anni in cui la mia vita è stata passata al setaccio, rovistando nel mio, unico, conto corrente, analizzando 5 anni di tabulati telefonici, prendendo a verbale decine e decine di persone in tutta Italia: amici, semplici conoscenti, collaboratori di lavoro, poliziotti, carabinieri e finanzieri. Naturalmente non un solo euro era fuori posto e, infatti, per quell&#8217;indagine, in cui si era addirittura ipotizzato un reato di corruzione in atti giudiziari, alla fine gli stessi magistrati hanno chiesto l&#8217;archiviazione. Ora da quell&#8217;inchiesta di straordinaria ampiezza emergono delle scorie. La seconda ipotesi è quella di calunnia perché avrei, nel difendermi, messo in evidenza gravissime anomalie che finanche la Procura, che ha aperto l&#8217;indagine a mio carico, ha mai negato. Mi si accusa che avrei interpretato, come dolosamente falsi, atti che invece sarebbero stati compiuti in mio danno in perfetta buona fede. Si tratta di parecchi episodi sempre tutti ricostruiti in modo indiscutibilmente infedele a mio danno e mai a mio favore. Un insulto a tutte le leggi della probabilità e della statistica&#8221;.<br />
&#8220;Ovviamente &#8211; sostiene Cisterna &#8211; anche in questo caso dispongo di prove inoppugnabili che dimostrano l&#8217;infondatezza dell&#8217;addebito ed il fatto che ho ragione di reclamare per un grave torto. Comunque, appena ho avuto notizia ufficiale dell&#8217;inchiesta, pochi giorni or sono, ho chiesto immediatamente di essere ascoltato dai pm per consegnare loro una valanga di atti che rigo per rigo smentiscono in modo radicale e indiscutibile tutte le ipotesi dell&#8217;accusa. Purtroppo, come immaginavo, prima ancora di essere sentito, qualcuno ha consegnato alla stampa le carte con l&#8217;obiettivo, ancora una volta questo e questo soltanto, di deturpare la mia credibilità&#8220;.<br />
&#8220;Da oltre un anno e mezzo, durante il quale mi sono difeso in tutte le sedi nella scrupolosa osservanza delle procedure e senza mai ostacolare le legittime iniziative dei pubblici ministeri &#8211; conclude Cisterna &#8211; non ho mai avuto un&#8217;occasione di poter raccontare tutta intera la mia verità e consegnare i miei documenti, mentre venivo con cadenza infernale massacrato dalle fughe di notizie a mezzo stampa. Nell&#8217;accingermi a farlo, ancora una volta, mi trovo colpito alle spalle&#8221;.</p>
<div id="attachment_54021" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="/wp-content/uploads/2012/11/2012-1112-cisterna.jpg"><img class="size-large wp-image-54021" title="2012-1112-cisterna" src="/wp-content/uploads/2012/11/2012-1112-cisterna-1024x561.jpg" alt="" width="640" height="350" /></a><p class="wp-caption-text">l&#39;articolo su Repubblica</p></div>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
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		<title>AGENZIA BENI SEQUESTRATI/ GRASSO PRENDE IL POSTO DI CISTERNA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 17:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[news 24]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Cisterna]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio direttivo]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Grasso]]></category>
		<category><![CDATA[prefetto Giuseppe Caruso]]></category>
		<category><![CDATA[Procuratore nazionale antimafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso entra da oggi nel Consiglio direttivo dell&#8217;Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, presieduta dal prefetto Giuseppe Caruso. Grasso prende il posto di Alberto Cisterna. Il direttore Caruso ha rivolto &#8230; <a href="/index.php/2012/06/18/44338/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso entra da oggi nel Consiglio direttivo dell&#8217;Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, presieduta dal prefetto Giuseppe Caruso. Grasso prende il posto di Alberto Cisterna.<br />
Il direttore Caruso ha rivolto al procuratore Grasso, a nome suo, dei componenti del direttivo e di tutta l&#8217;Agenzia, gli auguri più cordiali e affettuosi di buon lavoro. Ha, inoltre, aggiunto che la presenza dell&#8217;alto magistrato darà ancora più autorevolezza alle decisioni del Consiglio ed ha, infine, voluto ringraziare Cisterna &#8220;per l&#8217;appassionata e dotta collaborazione&#8221; finora fornita all&#8217;Agenzia.</p>
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